LA BIBLIOTECA DEI FISICI SCOMPARSI di Barbara Bellomo (recensione)

Non serve che lei aspetti passivamente che il tempo passi e porti l’estate per trovare motivi di gioia. Deve farlo ora, anche nel freddo e nel buio del suo inverno.

Buongiorno cari lettori e benvenuti in una nuova recensione, oggi ho il piacere di parlarvi di un romanzo pubblicato dalla casa editrice Garzanti. Il suo titolo è “la biblioteca dei fisici scomparsi” ed è l’ultimo libro di Barbara Bellomo. Scrittrice che non conoscevo ma che ho amato fin dalle prime pagine del suo nuovo romanzo. E adesso vi spiego perché.

La biblioteca dei fisici scomparsi, è la storia di Ida Clementi, una ragazza piena di sogni, siciliana (come me), dal carattere forte, intelligente e innamorata di letteratura e scienza. Un personaggio meraviglioso quello di Ida perché lotta contro le restrizioni che venivano imposte alle donne di quell’epoca. 

Sente che il mondo sta cambiando e spera che presto ogni donna potrà essere libera di scegliere.

Siamo negli anni ’30 e la trama ruota intorno alla scomparsa di Ettore Majorana, un grande fisico e amico della nostra protagonista. Ida in quel periodo si trova a Roma e lavora come bibliotecaria all’istituto di Fisica Nucleare di via Panisperna a Roma dove ha l’opportunità di conoscere diversi giovani ricercatori tra cui Majorana, Enrico Fermi, Edoardo Amaldi, Emilio Segrè, Orso Mario Corbino, il chimico Oscar D’Agostino e lo scrittore Leonardo Sciascia. 

Il romanzo di Barbara Bellomo è uno straordinario mix di storia, scienza e ricordi che rende la lettura emozionante. Durante il corso della trama abbiamo l’opportunità di accompagnare la nostra Ida dagli anni ’30 agli anni ’50. In quanto, anche se il romanzo ruota attorno alla scomparsa del fisico Ettore Majorana, la Bellomo ci regala anche il punto di vista di Ida che inseguendo la sua voglia di libertà ci fa innamorare con lei della cultura e di Alberto, il suo primo batticuore, l’amore della sua vita. 

Ida però dovrà fare i conti con un padre dittatore e con la società di quell’epoca. 

Ricorda bene il senso di orgoglio provato il 2 giugno del 1946 mentre varcava per la prima volta la soglia del seggio elettorale. Con il suo voto aveva contribuito a porre le basi della Repubblica. 

Passano gli anni e Ida diventa adulta, le cose sono cambiate in quanto la vita è andata avanti, lei si è trasferita a Torino ma nel suo cuore c’è sempre il ricordo di quando lei era una bibliotecaria in via Panisperna a Roma. E così Ida vuole risposte. Torna dalla sua famiglia in Sicilia e indaga. 

Tra realtà e finzione, Barbara Bellomo ci regala una storia indimenticabile alla continua ricerca di sé stessi. 

Un libro molto bello, pieno di segreti da scoprire e fatti realmente accaduti che, a parer mio, è dovere per noi conoscere.

Una lettura che mi ha emozionato tanto, che mi ha regalato diversi sorrisi e qualche lacrima. Una lettura scorrevole e molto interessante. 

Cinque stelle meritatissime. 

⭐⭐⭐⭐⭐

Ringrazio ancora una volta Valeria della casa editrice Garzanti per avermi dato l’opportunità di leggere questa storia. E Barbara, la nostra scrittrice, per aver scritto un libro stupendo che ha già conquistato un posto speciale nel mio cuore. 

Alla prossima recensione, 

Un abbraccio e buona lettura a tutti. 

Luana

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